Growth Hacker: chi è e cosa fa in azienda

Growth Hacker

Il growth hacker sta diventando oggi per le aziende una figura fondamentale. Scopriamo in questo articolo perchè è importante e quali vantaggi può apportare alla tua azienda. 

Growth Hacker, chi è

Sean Ellis, un imprenditore americano, scrive del growth hacking per la prima volta nel suo blog, coniando il termine. L’articolo, pubblicato il 26 luglio 2010 si intitola “Find a Growth Hacker for Your Startup” e il suo autore è considerato il primo Growth Hacker. Ellis si occupava di trovare nuovi modi e soluzioni per far crescere le start up, alcune delle quali sono diventate oggi grandi aziende di successo. 

Il Growth Hacker è colui che si focalizza sulla crescita (Growth), ragionando fuori dagli schemi (Hacker). Gli esperti di Growth Hacking, tra cui Ellis, sostengono che per risolvere i problemi di crescita delle aziende sia necessario un approccio non convenzionale, con professionisti del marketing e non solo che siano dotati di curiosità, creatività e immaginazione. 

Molto spesso il Growth Hacker non lavora da solo. Infatti questa figura spesso è a capo di un team multidisciplinare, perché ha bisogno di diverse competenze, non tutte legate al marketing, per scovare nuove soluzioni per le aziende. 

Growth Hacker definizione

Sean Ellis definisce il Growth Hacker nel suo blog come “a person whose true north is growth”, cioè una persona che ha come obiettivo primario la crescita. 

Ci sono altre caratteristiche che fanno parte del ruolo. La figura di Growth Hacker infatti viene definita da un vero e proprio mindset che gli consente di sviluppare progetti di crescita per le aziende con un budget limitato e in poco tempo. 

Il Growth Hacker è una persona curiosa. La curiosità, il chiedersi sempre il perché, è una delle caratteristiche che deve avere, per poter mettere in discussione il modo di agire dell’impresa fino a quel momento e iniziare il processo di crescita attraverso soluzioni “alternative”. 

Esso deve anche avere però passione per il prodotto. Il prodotto è parte fondamentale del successo dell’azienda, e proprio per questo il growth hacker non deve dimenticarlo. 

Infine, un perfetto Growth Hacker deve possedere una visione d’insieme e un profilo “t-shaped”. Il profilo a t fa riferimento a un modello di rappresentazione delle competenze che sono sia orizzontali che verticali.

Quelle verticali sono le competenze, generalmente due o tre, su cui il Growth Hacker è specializzato. La verticalità rappresenta quindi la profondità della conoscenza. Lo sviluppo invece delle competenze nella parte alta della t rappresenta l’ampiezza della conoscenza, di cui fanno parte tutte le aree in cui egli sa come muoversi e che gli consentono di adattarsi in contesti diversi. 

profilo t-shaped growth hacker

Cosa fa un Growth Hacker

In azienda il Growth Hacker ha il compito di trovare soluzioni per farla crescere. Come? Attraverso un processo di sperimentazione veloce, in sequenza.

L’esperimento deve avere alcune caratteristiche quali: la scalabilità, deve portare quindi a risultati indipendentemente dalla dimensione del business, la ripetibilità, quindi la possibilità di essere replicabile con successo in futuro alle stesse condizioni, e infine la misurabilità, scegliendo le metriche adatte sulla base dell’obiettivo da perseguire. 

Le soluzioni vengono trovate dal Growth Hacker attraverso il pensiero laterale e le caratteristiche di cui abbiamo parlato (essenziali in un contesto in continua evoluzione) e vengono successivamente sperimentate in sequenza. 

Le attività di Growth Hacking si trovano nell’intersezione tra Marketing, Product Development e un approccio data driven. Il marketing (in particolare il digital marketing) è l’area su cui si fonda il growth hacking, ma concepito in modo diverso da quello tradizionale e con una visione più scientifica, proprio perchè affiancato dallo studio del prodotto e dei dati. Quest’ultimo elemento infatti permette al Growth Hacker di prendere delle decisioni supportate da dati concreti e non basate sull’intuizione. 

Growth Hacking Marketing

Non ci sono strategie univoche da perseguire nel growth hacking: ogni business è diverso, e proprio per questo le tattiche e gli hack saranno diversi a seconda dell’azienda e del contesto in cui essa si trova ad operare. 

Esempi Growth Hacking 

Vediamo ora due veri esempi di come è stato applicato l’approccio del Growth Hacking.

Dropbox

Dropbox growth hacking

Dropbox, la piattaforma di cloud storage, ha avuto un decollo del business proprio grazie a Sean Ellis. Dopo la fondazione nel 2007, nonostante l’interesse del prodotto suscitato negli investitori, il business si ritrova a non essere più sostenibile a causa dell’elevato costo di acquisizione dei clienti in rapporto al prezzo del servizio. 

L’hack trovato per Dropbox consisteva nel programma di referral, “invita un amico”, che offriva spazio gratuito per lo storage sia per colui che mandava inviti sia per i nuovi utenti che accettavano e si iscrivevano al servizio. 

Il successo di questo caso è determinato quindi dal coinvolgimento della community, di coloro che erano già utenti. In soli 15 mesi, Dropbox passò da 100.000 utenti a 4 milioni. 

AirBnB

La piattaforma di incontro per coloro che offrono un alloggio e coloro che lo cercano, basata sul modello della sharing economy è un altro esempio di Growth Hacking. 

Il problema di AirBnB era lo stesso di Dropbox: avevano bisogno di acquisire utenti. L’hack trovato non ha propriamente a che fare con il marketing in senso stretto e proprio per questo è importante, perché avvalora la tesi che siano necessarie molte competenze per poter realmente essere Growth Hacker. 

In particolare, AirBnB ha adottato un processo di reverse engineering su Craigslist, un sito web americano che raccoglie annunci, all’epoca molto famoso negli Stati Uniti. Il team di Growth Hacker di AirBnB infatti aveva individuato una falla che permetteva di creare un annuncio sulla piattaforma di AirBnB e pubblicarlo allo stesso tempo nella piattaforma di Craigslist. 

Ogni qualvolta che un utente di Craigslist individuava un annuncio di AirBnB veniva reindirizzato su quest’ultima. Sebbene Craigslist abbia individuato la falla e vi abbia posto rimedio, il tempo trascorso ha permesso al team di AirBnB di acquisire abbastanza utenti e di diventare una piattaforma di successo. 

Conclusioni 

Lo studio del Growth Hacking e di questo approccio può risultare fondamentale per le start up che hanno bisogno di crescere e di sviluppare un modello sostenibile.

Pensi di aver bisogno di un Growth Hacker nella tua azienda? Se hai bisogno di aiuto per far decollare il tuo business non esitare a contattarci.